Via Crucis 2014 - Sabato 12 Aprile 2014

Canto: O alto e Glorioso Dio

PRIMA STAZIONE: IL TRADIMENTO DI GIUDA

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO: Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Mi presento: sono il pettirosso della leggenda. Non mi chiamo ancora “pettirosso”, perché le piume sul mio pancino sono ancora grigie. Se mi seguirete con pazienza con piccoli passi,

vi spiego perché sono diventate rosso sangue...

2. È primavera, una sera di luna piena. Ci troviamo sulla finestra della grande sala dove Gesù e gli apostoli celebrano la cena di Pasqua. Leggono il racconto del viaggio dei loro antenati

dall’Egitto alla terra promessa, mangiano l’agnello con le erbe amare, cantano salmi e preghiere, Gesù si alza e lava i piedi a tutti...

1. Ora un improvviso velo di tristezza invade la sala. Gesù dice: “Uno di voi mi tradirà”. E tutti si domandano “sono forse io?”. Nessuno osa chiedere spiegazioni. Poi Giovanni si china

sul cuore di Gesù e gli chiede “Signore chi è?”. Gesù in quel momento intinge un pezzetto di pane azzimo nel piatto comune e lo dà a Giuda.

2. Anch’io ho pensato ad un gesto di carità. È normale che alla fine della cena pasquale, qualcuno porti gli avanzi ai più poveri. E anch’io sto aspettando le mie briciole... Invece,

dopo quel boccone, Giuda esce dalla sala e va nella notte a tradire il suo amico.

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Signore illumina le nostre tenebre

- Quando l’odio e la gelosia accecano il nostro cuore, ci fanno tradire la fiducia di chi ci vuol

bene e suscitano divisione e meschinità.

- Quando gli uomini diventano tuoi avversari, diffondono menzogne e perseguitano i tuoi

fedeli

- Quando la sete di denaro e l’interesse personale ci fa dimenticare la dignità e il rispetto

della persona umana

 

CANTO: PREGHIERA SEMPLICE

 

SECONDA STAZIONE: I DISCEPOLI NELL’ORTO DEGLI ULIVI

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Finita l’ultima cena, Gesù e i discepoli escono dalla sala. Mi fermo a beccare le briciole rimaste. Tanto so dove trovarli. Vanno sempre nelle grotte in mezzo agli ulivi sulla strada che porta a Betania. Li raggiungo più tardi.

2. Gesù se ne sta da solo e prega. È così angosciato che il sudore della sua fronte ad un certo punto si trasforma in gocce di sangue. Che impressione!

1. Lui prega. Sa già ciò che gli accadrà tra poco e chiede al Padre di essere liberato da quel supplizio. Ma poi dice: "Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà"

2. Gli apostoli dormono. Lui li rimprovera: "Così, non siete stati capaci di stare svegli con me una sola ora?”. Dormono nella notte del male e della paura, come bambini incoscienti. Io - e voi con me - almeno siamo svegli e preghiamo con il Signore, partecipando alla sua angoscia.

1. Ascoltiamo cosa pensa Gesù, mi sembra che stia rinvolgendo il suo pensiero proprio a suo Padre:

 

CANTO: Riposo sul mio sì (solista strofe SIMONE)

O Padre, sono qui.

Affondo nelle zolle

le mie ginocchia stanche.

Le spalle sono curve.

Non oso alzar la fronte.

Gli amici miei più cari

dal sonno sono oppressi.

Invano ho chiesto ad essi

di star vicino a me,

per darmi del conforto.

Rit. Ma la tua stessa voce

ormai non odo più.

Io sono abbandonato

dal Cielo e dalla terra,

“riposo sul mio sì”. (2v)

Mi schianta il mio respiro

e il battito d’angoscia.

E’ sangue il mio sudore,

va dalla testa ai piedi,

Ne beve ormai la terra.

Dei passi tra gli ulivi!

Cammina gente al buio.

E’ Giuda con la banda.

E’ ora. In piedi, andiamo!

Oh, finalmente, Padre! R.

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Signore insegnaci a pregare

- Quando il dolore bussa alla porta della nostra vita.

- Quando siamo vicini a qualcuno che soffre

- Per coloro che non sanno pregare

 

TERZA STAZIONE: PIETRO RINNEGA GESU’

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Tra i miei amici pennuti c’è un magnifico gallo. Ha delle belle piume lunghe di molti colori, ma non è arrogante e antipatico come il pavone. Non ha vita facile e tutte le mattine si sveglia presto e dà la sveglia al suo padrone e a tutto il vicinato. Fa il suo servizio puntualmente e umilmente.

2. Lo incontriamo che è ancora notte. Si è appena svegliato ed è frastornato. Una voce nella sua testa gli ripete: “canta... no anzi urla come un disperato!... l’amico più fedele di Gesù, lo ha rinnegato, ha detto di non conoscerlo neppure”

1. Mi ricordo che durante la cena Gesù glielo aveva detto. Pietro faceva il gradasso: “io non ti tradirò mai!” e adesso ha paura perfino di una servetta.

2. A questo punto dalla gola del mio amico gallo esce per tre volte di seguito un grido straziante. Pietro capisce, esce dal cortile e piange amaramente.

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Signore, insegnaci la fedeltà

- Quando ci prendono in giro perché siamo cristiani.

- Quando seguire i comandamenti è andare controcorrente.

- Quando siamo di fronte a scelte difficili e impegnative

 

CANTO: Io non sono degno

R. Io non sono degno di ciò che fai per me:

Tu che ami tanto uno come me,

vedi non ho nulla da donare a Te,

ma se Tu lo vuoi prendi me.

Sono come la polvere alzata dal vento‚

sono come la pioggia caduta dal cielo‚

sono come una canna spezzata dall’uragano

se Tu, Signore, non sei con me. R.

Contro i miei nemici Tu mi fai forte‚

io non temo nulla e aspetto la morte‚

sento che sei vicino, che mi aiuterai‚

ma non sono degno di quello che mi dai R.

 

QUARTA STAZIONE: PILATO E LA FOLLA

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Lasciamo Pietro ai suoi rimorsi e voliamo sulla finestra del pretorio di Pilato. Povero Gesù come lo hanno ridotto! Schiena, braccia, gambe... tutto insanguinato. Sulla testa una corona di spine e i soldati che battono con un bastone per farla penetrare tra i folti capelli.

2. Ora lo coprono con un mantello rosso e lo prendono in giro. Si inginocchiano davanti a lui e lo chiamano re. Poi lo portano a Pilato. Che personaggio squallido! Sa che Gesù è innocente, ma ha paura di liberarlo.

1. Pilato interroga la folla: “chi devo liberare lui o Barabba?”. Pensava che di fronte a quel delinquente di Barabba la gente avrebbe fatto la scelta giusta. E invece no. Anzi la folla grida: “se lo liberi non sei amico di Cesare!”

2. Pilato ha paura, troppa paura. Si fa portare un catino e se ne lava le mani. Poi lo abbandona alla morte di croce.

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Signore, donaci coraggio

- Quando tutti scelgono il male.

- Per difendere chi è accusato ingiustamente

- Per sostenere le cause giuste e la dignità delle persone

 

CANTO: Se avessi mai commesso

Se avessi mai commesso

il peggiore dei crimini,

per sempre manterrei la stessa fiducia,

poiché io so che questa moltitudine di offese,

non è che goccia d’acqua

in un braciere ardente (x2)

Oh se potessi avere

un cuore ardente d’amore,

che resti il mio sostegno

non m’abbandoni mai,

che ami tutto in me,

persino la mia debolezza,

e non mi lasci mai,

né il giorno né la notte (x2)

Non ho trovato mai, creatura capace,

d’amarmi a tal punto e senza morire,

di un Dio ho bisogno,

che assunta la mia natura,

si faccia mio fratello,

capace di soffri (x2)

 

QUINTA STAZIONE: IL CIRENEO AIUTA GESÙ A PORTARE LA CROCE

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Il triste corteo si avvia. La strada non è lunga. Si tratta andare fuori della città santa su una piccola altura chiamata Calvario. Lì pendono i crocifissi, i maledetti, come esempio per chi passa e guarda.

2. I condannati sono sfiniti. La grossa trave legata sulle spalle del Signore è un peso insopportabile. I soldati temono che Gesù non arrivi a destinazione.

1. Ma ecco che arriva uno straniero, un libico della Cirenaica. Lui non è ebreo. Perciò può aiutare Gesù. Gli ebrei infatti si contaminano quando toccano il sangue. I soldati lo prendono e lo caricano del patibolo di Gesù.

2. Simone, questo è il suo nome, senza saperlo e forse anche senza volerlo, solleva il peso e la vergogna del condannato innocente. Salva il suo Salvatore.

1. Ascoltiamo cosa si dicono Gesù e il Cireneo:

 

CANTO: Il Cireneo

O mio Signore, fermati ti prego!

Ho visto già le tracce insanguinate.

Ho visto quale carico terribile!

Ho visto: sei caduto già una volta

e non potrai portarlo fin lassù.

“O mio diletto no, non dir così.

Io lʼho promesso al Padre e non mi fermo.

Per quanto grande è il peso che tu vedi,

io volentieri salgo sul Calvario.

Eʼ dallʼeternità che lʼho promesso”.

R.: O Vita mia, la croce dona a me.

Noi saliremo insieme fin lassù.

Tu Cireneo del Padre ed io di Te.

Se non mi dai la croce, mio Signore,

io morirò ben prima del Calvario.

“Poiché tu mʼami tanto, ti confido

che questa croce chiesi al Padre mio,

perché piantata in mezzo al suo gran cuore

da quando lʼuomo fece il grande fallo

che gli costò lʼesilio e poi la morte”.

E noi, Signore, non tʼavremmo avuto?

“Sarei venuto solo per amore.

Così salvezza porto a tutti voi.

Così conforto dono al Padre mio.

Così dʼinferno folgoro il potere”. R

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Signore, vogliamo aiutare chi soffre

- Quando metti sul nostro cammino persone sfinite dal dolore.

- Quando incontriamo giovani senza speranza.

- Quando tutti gli altri pensano solo a se stessi.

 

SESTA STAZIONE: LE PIE DONNE DI GERUSALEMME

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Non piangete su di me! - dice il Signore alle donne che lo hanno seguito e che ora sono sconvolte. Ma come si fa a non piangere vedendolo in quello stato?

2. Eppure Gesù si rivolge loro invitandole a piangere su di sé e sui loro figli, quelli che lo stanno trascinando a morte.

1. È l’invito alla conversione. Di fronte ai sofferenti, non basta la commozione. Non basta fare dei bei discorsi. Bisogna fare qualcosa.

2. La carità o è concreta o non esiste. Chi soffre ha bisogno di persone capaci di condividere la sofferenza e di lavorare per alleviarla per quanto è possibile.

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: La carità non avrà mai fine

- La carità è benevola; non tiene conto del male ricevuto,

- La carità non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità.

- La carità tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

 

CANTO: Servo per amore

Una notte di sudore

sulla barca in mezzo al mare

e mentre il cielo si imbianca già,

tu guardi le tue reti vuote.

Ma la voce che ti chiama

un altro mare ti mostrerà

e sulle rive di ogni cuore,

le tue reti getterai.

R. Offri la vita tua come Maria

ai piedi della croce

e sarai servo di ogni uomo,

servo per amore,

sacerdote dell'umanità.

Avanzavi nel silenzio

fra le lacrime e speravi

che il seme sparso davanti a Te

cadesse sulla buona terra.

Ora il cuore tuo è in festa

perché il grano biondeggia ormai,

è maturato sotto il sole,

puoi riporlo nei granai R.

 

SETTIMA STAZIONE: IL LADRONE BUONO

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Eccolo sul Calvario. Appeso alla croce in mezzo a due veri malfattori. Un gran baccano, tra le urla di dolore dei condannati, le risate beffarde dei soldati e il gemito soffocato dei

parenti.

2. Uno dei due malfattori lo prende in giro. “Salva te stesso e noi!”. L’altro lo riprende: "Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché

riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male"

3. "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". Quanta tenerezza nelle sue ultime parole. Il ladrone buono è arrivato alla fede!

4. "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”. Quell'uomo ha rubato tutta la vita. Ora ruba anche il paradiso!

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Signore, ricordati di me

- Quando resto solo a credere nel tuo Amore

- Quando non riesco a vincere il male che ho nel cuore

- Quando arriverà il momento finale della mia vita

 

CANTO: Scusa Signore

Scusa, Signore, se bussiamo alla porta

del tuo cuore: siamo noi.

Scusa, Signore, se chiediamo mendicanti

dell’amore un ristoro da te.

R. Così la foglia quando è stanca cade giù

ma poi la terra ha una vita sempre in più.

Così la gente quando è stanca vuole te

e Tu Signore hai una vita sempre in più

sempre in più.

Scusa, Signore, se bussiamo nella reggia

della luce: siamo noi.

Scusa, Signore, se sediamo alla mensa

del tuo corpo per saziarci di te. R.

 

OTTAVA STAZIONE: MARIA E GIOVANNI AI PIEDI DELLA CROCE

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Dopo l’emozione del perdono al buon ladrone, eccone un'altra. Giovanni, l’apostolo dell’amore divino porta la mamma di Gesù ai piedi della croce.

2. Possiamo solo immaginare cosa passa nel cuore di quella madre. Maria non ha più niente, né un figlio, né una vita, né un futuro. Per lei, la morte di quel figlio è il fallimento di tutta la sua vita.

3. Ma quel Figlio, pendente dalla croce, non la lascia sola. “Donna, ecco tuo figlio!” e a Giovanni “Ecco tua madre!”.

4. Non più soltanto madre di Gesù, ma madre della Chiesa, madre dei discepoli, madre nostra per sempre.

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Maria, madre nostra, prega per noi

- Quando il Signore ci chiede il distacco dalle creature

- Quando le prove della vita ci tolgono il respiro

- Quando la solitudine ci assale.

 

CANTO: Madre io vorrei

Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi

io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi,

quando hai udito che Tu non saresti più stata tua

e questo Figlio che non aspettavi, non era per Te. R.

R. Ave, Maria! Ave Maria! Ave, Maria! Ave, Maria!

Io vorrei tanto saper da Te, se quand'era bambino,

Tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui

e quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,

quando sentivi che presto l'avrebbero ucciso per noi. R.

 

NONA STAZIONE: GESÙ MUORE IN CROCE

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Povero Gesù, come lo hanno ridotto. Guardarlo tra tanti dolori è straziante. Ma più angosciante è la sua solitudine. “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”. Abbandonato dagli uomini e da Dio. Ha preso su di sé tutto il dolore del mondo.

2. Guardo il suo volto sporco di polvere e di sangue. Non è il volto di un malfattore, anche se è segnato dal peso del peccato. Non posso starmene nascosto e guardare da lontano. Venite anche voi con me a contemplare l’uomo che muore al nostro posto.

3. Spicco il volo e mi fermo sul braccio ruvido della croce proprio vicino al suo capo insanguinato. Lui mi guarda. I suoi occhi emanano una dolcezza infinita. Vorrei aver il becco perforante del picchio e staccare ad uno ad uno i suoi chiodi, vorrei essere forte come l’aquila e sollevarlo con artigli potenti, vorrei essere veloce come un gabbiano e portare l’acqua per la sua gola riarsa, ma sono così piccolo!

4. Senza pensare troppo mi avvicino alla sua fronte e col beccuccio strappo una lunga spina acuminata. Un fiotto di sangue tinge di rosso le piume del mio petto. Gesù mi guarda con un debole sorriso di sollievo. Poi le ultime parole: “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito” e dona l’ultimo respiro.

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Signore insegnaci ad amare

- L’umanità è coronata dalle spine della povertà

- Nelle nostre case ci sono tante sofferenze

- Tante persone muoiono innocenti

 

CANTO: Il Crocifisso

 

DECIMA STAZIONE: IL CENTURIONE LONGINO

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO

PERCHÉ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO

 

COMMENTO Paolo (1) - Francheschina (2)

1. Tra i vari personaggi che si sono alternati sulla scena del Calvario in quel terribile venerdì, ho scelto Longino, il soldato romano che con la sua lancia trafisse il costato di Gesù. Parlo di lui, perché io e lui abbiamo qualcosa in comune.

2. Uno spruzzo di sangue del Signore ha cambiato definitivamente la nostra vita. Per Longino, la linfa che defluì dal fianco divino, lo guarì dal male agli occhi, lo convertì e ne fece un santo.

3. Per me, il fiotto di sangue che tinse di rosso le piume del mio petto, mi fece diventare per sempre un “pettirosso”. E quando saltello per becchettare qualcosa, gli uomini si ricordano del mio gesto di pietà e pensano al Signore che ricompensa ogni atto d’amore, anche se piccolo e nascosto.

4. Forse sono solo leggende. Ma mi piace ricordarle mentre i pochi fedeli rimasti spingono il pesante masso che chiude la tomba di Gesù. Poi cala il silenzio. Il silenzio del sabato santo. Il silenzio dell’attesa. Attesa che non sarà delusa.

 

PREGHIERA

RIPETIAMO INSIEME: Signore, insegnaci a sperare

- Quando l’uomo ti colpisce con la lancia del suo peccato.

- Quando di fronte al dolore, diventa difficile credere in te.

- Quando la lapide chiude le tombe dei nostri cari.

 

CANTO: Benedirò il Signore

Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca la sua lode sempre avrò;

nel mio canto do gloria al Signore,

si rallegra il mio cuore in umiltà.

R. Ti benedirò, Signore, in ogni tempo,

canterò per Te senza fine.

Se sarai con me, più nulla temerò

e avrò nel cuore la gioia.

Benedirò il Signore in ogni tempo,

il nome suo in eterno canterò;

io l’ho cercato e Lui mi ha risposto,

dall’angoscia Lui mi libererà. R

Benedirò il Signore in ogni tempo,

guardando a Lui

il mio volto splenderà;

io lo so com’è buono il Signore,

nella vita vicino mi sarà. R

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