Corso formazione animatori Araldini 2014

Scelti perchè “inadatti”

 di Alessandro Fusco

<<Scelti perchè inadatti>>: da questa frase di padre Carlo Serri, provinciale dei frati minori d'Abruzzo, si può ripartire e continuare con spirito nuovo il servizio agli Araldini. E' quanto emerso dal corso di formazione per animatori degli Araldini, organizzato a Silvi Marina (Teramo) dall'Ordine Francescano Secolare d'Italia agli inizi di aprile. Il Signore- ha rimarcato padre Serri- non sceglie gli animatori perchè sono perfetti, “adatti”: proprio nell'essere “inadatti”, invece, si plasma il loro servizio. Cosa chiede Dio? Di accettare completamente la sua volontà, che significa riconoscere che tutto quanto si ha è dono del Suo amore. Dunque vuole che non ci si appropi nemmeno dei talenti personali, rispondendo alla sua chiamata con il servizio. Ma un servizio senza amore, senza che Dio dimori nel proprio cuore, non porta frutto. L'amore gratuito invece, non cerca nulla in cambio, si mette in discussione, accoglie gli Araldini come discepoli, che non si scelgono e che non si può pretendere siano “adatti ai proprio gusti” o stati d'animo. <<Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa>>: solo con la preghiera prima dell'annuncio e facendo agire lo Spirito Santo  -sicchè assuma un ruolo centrale nel servizio di animatori e di formatori- questi potranno essere “servi di tutti”, insegnando con l'esempio. Il Signore conduce i discepoli come pastore che dà la vita per le pecore, non fugge, continua a camminare con essi, dialogando con loro. Così si è testimoni della verità, come il Maestro lo è per ciascuno di noi. Ma essere “maestri” oggi non è semplice. Si deve ricordare che prima di essere “maestri” si è discepoli e che ogni cristiano è chiamato innanzitutto a essere un testimone.

Durante il corso di Silvi Marina i presenti hanno ribadito che educare oggi è una sfida, un impegno e una responsabilità non indifferenti. L'educazione oggi è mutata: si è passati da un esperienza educativa lineare a una complessa, il che significa dover prendere in considerazione molteplici sfaccettature della persona da educare, nella fattispecie i bambini, gli Araldini. Entrare in sintonia con il bambino, curare ogni aspetto, che esso sia cognitivo, emotivo, relazionale, applicando tecniche, considerando i diversi contesti da dove i bambini provengono, creando relazioni positive con le famiglie, con le quali c'è sempre il rischio di incappare in errori di invadenza. Mai ergersi a “crocerossine” o a “psicologi provetti”. Non è l'atteggiamento corretto. E' necessario il giusto grado di emozione miscelato alla razionalità. Ma è solo amando che si può essere educatori amati. Madre Teresa di Calcutta direbbe a tutti gli animatori che << non è tanto quello che facciamo ma quanto amore mettiamo nel farlo, non è tanto quello che siamo ma quanto amore mettiamo nel dare>>. Per questo è importante avere piena consapevolezza di ciò che si è, educarsi al silenzio, per poter fare l'esperienza totale di se stessi, dell' essere “servi inutili”: << Così anche voi, quando avete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare>> (Lc 17,10).

Il corso di formazione per animatori degli Araldini, a cui hanno partecipato circa cento fratelli dell'OFS e della Gi.Fra., provenienti da tutta Italia, hanno vissuto questo momento di formazione e di crescita personale, è stato accompagnato dallo slogan “Un senso di Te”. Preparato dai consigli nazionali OFS e Gi.Fra., che, attraverso la commissione nazionale Araldinato, il corso si proponeva - e ci è riuscito pienamente - di donare un'esperienza significativa a tutti gli animatori. La riflessione è stata guidata dalla giovane psicologa e pedagogista, Giovanna Defilippis, che ha provato a far calare gli animatori nel mondo dell'educazione dei bambini e di quelle che possono essere le tecniche e gli aspetti per poter lavorare al meglio con Araldini e famiglie.

I presenti hanno fatto esperienza dei propri sensi, per cercare di prendere consapevolezza di tutta la persona, sia fisica che spirituale, per poter entrare in piena comunione con Dio, per accogliere il suo amore e la sua volontà. La particolare “esperienza sensoriale” è stata ripresa e discussa nei laboratori dove gli animatori, divisi in gruppi, hanno vissuto un momento altamente formativo, mettendosi in discussione in modo profondo ed efficace. Infine, il forte appello a rispondere, senza paura, in spirito di comunione, alla chiamata del Signore, per “servire in pienezza”. Da qui gli animatori ripartiranno nelle loro fraternità.

 

Nè “crocerossine”, né psicologi, né maestri: gli animatori degli Araldini sono chiamati a servire i piccolo nell'amore e nel dono incondizionato di sé

 

 

Da Francesco, il volto secolare, rivista francescana maggio - giugno 2014

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