Una giornata all'Eremo - Assisi 2 Agosto 2014

Sveglia ore 6.30! Giù dalle brande!

Oggi ci aspetta una giornata impegnativa….

Il sole splende, sembra voglia farci festa e…”accendere il nostro cuore”, come recita il titolo del nostro ritiro.

Ci incamminiamo…zainetto in spalla, cappellino e tanta fiducia; con passo lieve come un’allegra cordata, procediamo fieri in salita, come alla conquista di una grande meta!

Ed è proprio così;

una Grande Meta ci aspetta, ma per conquistarla dobbiamo superare alcune prove.

Camminare in fila portando con noi un bicchierino colmo d’acqua; simbolo delle lacrime che costituiscono i nostri dolori e le nostre angosce. Noi le consegneremo a Cristo (una volta giunti all’altare del falegname all’Eremo), certi che Lui le accoglierà con benevolenza. Con il Suo aiuto, cercheremo di tramutarle in Gioia, come ci ha insegnato la preghiera semplice di S.Francesco (…”dove è tristezza ch’io porti la gioia…!”), peraltro tema proprio di questa giornata di ritiro.

Sembra che tutto sia leggero oggi, il caldo e le fatica non li patiamo,

neanche gli Araldini più piccoli si lamentano come a testimoniare che questo piccolo “sacrificio” avrà una dolce ricompensa.

Con voci lievi si intonano i Misteri Gaudiosi quasi a darci la forza per andare avanti.

Ecco una breve sosta all’ombra

…concretamente/metaforicamente svuotiamo i nostri bicchierini in un barattolo e ripartiamo più “leggeri”!

Si intonano canti, i ragazzi più grandi stanno attenti ai più piccoli … sembrano tanti fiori colorati che vivacizzano il cammino. Siamo tutti uniti per lo stesso obiettivo…”dobbiamo farcela!”

All’ingresso dell’Eremo delle Carceri, ci aspetta una natura selvaggia, vigorosa, trastullata dal cinguettio degli uccelli, quasi a farci immaginare S.Francesco proprio vicino a noi in questa magnifica opera del Creato.

I bambini, poi i grandicelli e infine gli adulti si snodano prendendo silenziosamente posto accanto alla cappella di pietra.Tra le rocce, sotto gli alberi, per terra, sulle rudi panche, intonando piano piano le dolci strofe del canto che non a caso è “Giardino Vivo”, quasi a sottolineare l’angolo privilegiato nel quale siamo. Respirare “un’aria nuova” ponendoci in ascolto di Gesù, qui sarà più facile!

E’ come se oggi, S.Francesco ci abbia preso per mano e portato a questo luogo a lui tanto caro per offrirci numerosi doni. Intorno ad un semplice altare celebriamo il Mistero più grande ma oggi ancor più condiviso e partecipato perché si celebra la Prima Comunione di un nostro Araldino!

Tutti stretti fraternamente intorno a lui lo vediamo come il “fiore più bello”, “lindo e pinto”, dice Padre Franco grazie al dono che S.Francesco ci ha tramandato…”il Perdono”. “Lui ha desiderato tutto il bene possibile per noi tutti perché ci ha amato tanto, così da poterci elargire la possibilità, un giorno, di godere di una beatitudine che non avrà mai fine”.

Non potevano mancare le note di “Tutto canterà”, che suggella questo momento con gioia e festosità!

Già ,perché gli Araldini, la Gi.fra, l’Ofs, non possono prescindere il loro modo di essere dall’immediatezza e solarità del canto che coinvolge ed emoziona tutti anche le anime più restie.

Padre Franco continuando l’omelia, ci ricorda che il dono del Perdono di Assisi, è il primo grande passo di S.Francesco verso di noi e per noi, ma anche noi dobbiamo fare i nostri…imparando ad amare chi ci sta vicino, anche chi ci dà fastidio…partendo dalle piccole cose.

Oggi la Gioia prende proprio consistenza, anche noi uniti al piccolo Araldino che riceve la Santa Comunione, vogliamo godere di una fecondità condivisa… desideriamo essere dei “Germogli graziosi” come declamano le Lodi mattutine di questo giorno e come ci ricorda l’offertorio preparato accuratamente da una cara animatrice, con messaggi sgorgati dal cuore.

Infatti vengono portati il Pane e il Vino che rappresentano il Corpo e il Sangue di Cristo, al quale chiediamo che di trasformarci e tenerci uniti al Suo amore

I semi e una piantina.

I semi, simbolo dei doni preziosi che Gesù ci dà che possano essere ben custoditi da Te e fatti fiorire come vuoi Tu!

Con la candela accesa, simbolo di luce, ti offriamo i nostri gesti e le nostre parole, perché possano illuminare chi è nel buio e nella tristezza.

La celebrazione giunge al suo apice nel momento dell’Eucarestia; a sottolinearne l’intensa emozione la melodia di un violino, le voci ora soavi ora più marcate, le chitarre, il ritmo del bongo, il cembalo, gli sguardi bassi, il cuore gonfio nel pronunciare insieme…in “fraternità”, le parole di “Fratello sole e sorella luna” che ci legano in un abbraccio…ognuno dà, come può e come sa…tutto è bene accetto, …

Quando arriviamo alla strofa seguente,

un brivido di emozione ci pervade tutti:

”..Dolce sentire come nel mio cuore,

ora umilmente sta nascendo amore;

dolce capire che non son più solo,

ma che son parte di un’immensa vita,

che generosa risplende intorno a me,

dono di Lui, del suo immenso amor”….

 

Bene! Il Cuore si è acceso!

(primo scopo del ritiro…)

Siamo pronti a riscendere a valle, pieni di nuova energia, pace e gioia!

La Meta è stata conquistata!

Adesso tocca a noi diventare come quei semi e crescere come quella candida e deliziosa piantina!

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